Linee di indirizzo per la redazione degli strumenti di pianificazione

Le linee di indirizzo strategiche di base, sulle quali si focalizzano le principali azioni di studio e di pianificazione:

  1. Organizzazione generale del territorio e sua articolazione in aree o parti caratterizzateda sistemi ecologici differenti, da forme variabili di uso, godimento e tutela;
  2. Vincoli, destinazione d’uso pubblico o privato, riqualificazione e norme di attuazione relative con riferimento alle varie ecoregioni e/o parti del territorio del Parco anche in relazione ai risultati emersi dalla cartografia dello “Stato di Conservazione del Parco valutato anche per singola ecoregione;
  3. Potenziamento centri visita, aree museali, uffici informativi e quanto utile per incrementare la partecipazione attiva delle comunità locali e dei visitatori del Parco iniziando con studenti di ogni ordine e grado scolastico per la conoscenza della flora e fauna terrestre e dei processi ecologici che insistono nel Parco;
  4. Individuazione e sostegno a tutte le attività produttive ecocompatibili e in particolare di quelle agricole come elementi di connessione essenziale per il funzionamento della Rete Ecologica Territoriale e recupero delle antiche tradizioni locali;
  5. Indirizzi e criteri di intervento sulla flora, sulla fauna e sull’ambiente naturale e individuazione di aree in cui intraprendere azioni di recupero e riqualificazione ambientale in linea con quanto emerso dalle cartografie dedicate alle individuazioni delle IPAs e delle IBAs;
  6. Promozione dell’utilizzo delle energie alternative e predisposizione di un piano energetico locale a forte innovazione tecnologica;
  7. Applicazione di criteri per la redazione dei Piani attraverso l’utilizzo di procedure di pianificazione partecipata;
  8. Integrazione dei contenuti dei Piani Urbanistici e del Piano Paesaggistico Regionale all’interno del Piano per il Parco, il quale dovrà essere altresì redatto nel pieno rispetto delle Normative Europee in materia di Siti di Importanza Comunitaria, con riferimento alle disposizioni del D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, e ss.mm., “Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonchè della flora e della fauna selvatiche”, in particolare l’art.5, commi 1 e 2, nonchè a tutte le altre disposizionilegislative nazionali e comunitarie in materia paesaggistica e di tutela ambientale.


  9. A integrazione delle precedenti linee di indirizzo fondamentali possono essere considerate idonee ed oggetto di comunicazione e condivisione con la Comunità del Parco anche le seguenti indicazioni aggiuntive:

  10. Predisposizione di un disciplinare per un marchio di qualità dei servizi turistici     operanti nel Parco come strumento di incentivazione e valorizzazione del turismo compatibile e in particolare come valorizzazione:
    • all’uso di prodotti locali prodotti in Basilicata;
    • all’adozione di buone pratiche per il risparmio energetico;
    • all’abbattimento dell’utilizzo di sostanze inquinanti;
    • all’utilizzo di prodotti biologici;
    • alla certificazione ambientale di tutte le attività industriali;
  11. Predisposizione di un piano di monitoraggio collegato alla individuazione di aree di saggiopermanenti per la verifica dei risultati attesi dai programmi di tutela della biodiversità;
  12. Realizzazione di laboratori per l’utilizzo della flora officinale e più in generale per l’utilizzo della flora locale per la riqualificazione e recupero dei siti degradati da impatti che siano essi naturali o di origine antropica, attraverso disciplinari di raccolta sul campo e produzione in situ(orto botanico, vivai specializzati e banche del germoplasma, individuabili nell’ambito del Piano per il Parco);
  13. Valorizzazione e tutela del patrimonio paesaggistico e naturalistico mediante un piano di restauro ambientale e di rinaturazione della componente vegetazionale con particolare riferimento alla componente arborea ed arbustiva;
  14. Recupero e valorizzazione del patrimonio storico-culturale delle comunità locali;
  15. Promozione della ricerca scientifica mediante realizzazione di un monitoraggio sistematico e permanente dello stato di conservazione degli habitat e delle specie di interesse Comunitario, indicati nella Direttiva CEE 92/43 e CEE 79/409, privilegiando le ricerche scientifiche di medio e lungo termine;
  16. Coordinamento e valorizzazione delle attività economiche, artigianali, sociali e turistiche secondo i principi dello “sviluppo sostenibile”.

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